Autoproduzione

Dove fare il sapone? Stampi creativi e riutilizzo

Trovo che l’arte della saponificazione sia ancora più divertente, in quanto ci si può sbizzarrire con il recupero di contenitori in cui mettere il sapone in fase nastro a solidificare per 24 ore. Date pure piena espressione alla vostra creatività!

Il sapone va versato in una forma adeguata ad essere poi tagliato a pezzi per la stagionatura. Deve essere di un materiale morbido o pieghevole, perché altrimenti farete molta fatica ad estrarlo.
Anche qui le tecniche di estrazione mettono alla prova la nostra capacità di “problem solving”, come lo chiama la psicologia cognitiva. Come risolvere i problemi quotidiani, con strumenti e tecniche non ancora consuete? Come per le candele autoprodotte, si può tentare di ungere prima lo stampo, ma non è una tecnica infallibile perchè anche l’olio usato per ungere può entrare nel processo di saponificazione. Oppure si può tentare di metterlo in congelatore per una decina di minuti e sperare che dopo l’operazione sia più semplice.

Io invece sto sperimentando nuovi materiali che non necessitino di complicati virtuosismi per sgusciare il sapone solidificato.
Da poco ho scoperto il tetrapak. Difficilmente riciclabile, capita purtroppo a tutti di doverci avere a che fare. Trovo che sia il contenitore ideale per mettere il sapone a solidificare per 24 ore dopo la fase di nastro. Ne ho recuperato qua e là talmente tanto, che lo uso una volta sola, rompendolo. Eppure il tetrapak è perfetto perché solitamente da lì il sapone esce senza fatica alcuna. Sguscia quasi via da solo.

Prima utilizzavo invece ogni genere di imballaggio in plastica con coperchio. Io non ne produco quasi più, ma ne ho recuperati da parenti e amici, salvandoli dalla discarica (o nei casi più felici dal riciclo). Sono molto durevoli. Preferite quelli in plastica morbida, dalla forma rettangolare. Ho provato con quelli trapezoidali o a base conica, ma il sapone prende delle forme davvero improbabili.

Segue poi ogni genere di stampo di recupero, dalle formine di quando eravamo piccoli (o quelle che rubate al fratellino minore o al nipotino), ai contenitori tondi di tartufi gelato…
Potreste provare anche a mettere il sapone in contenitori bassi e larghi, riempiendoli fino a uno o due centimetri di profondità. Se fate attenzione a non romperlo quando lo tirate fuori, otterrete dei rettangoli da ritagliare come fossero dei biscotti. Vanno bene tutti gli stampi a forma di orsacchiotto, cuoricino, stellina, pupazzo di neve…

Man mano che scrivo mi vengono sempre nuove idee… ma lascio a voi lo spazio per raccontare delle vostre ideazioni.

Comments

  1. Katia

    l’idea del tetra pack è magnifica per questo scopo!!! posso aggiungere qualche altra idea? le vaschettine (non so come altro chiamarle) delle mono-porzioni di gelato artigianale, oppure i tubi cartonati delle patatine, le bottiglie di plastica del latte…. ecc ecc

  2. elisa

    grazie delle idee!!
    solo che… le vaschettine del gelato non hanno il tappo, sarebbe meglio usare delle confezioni lunghe come quelle del tetrapack, o altrimenti di altre dimensioni, ma col tappo.
    i tubi cartonati delle patatine temo che abbiano allumino dentro, quindi non si possono assolutamente usare.
    le bottiglie di plastica del latte possono essere usate, ma sarà estremamente difficile estrarre il sapone. il contenitore andrà sicuramente rotto e nello spaccarlo è probabile che il sapone si danneggi…
    comunque ben vengano idee di recupero imballaggi!!
    ciau elisa

  3. Alessandra

    è vero, il tetrapack è ottimo come stampo per il sapone! anche se riciclo praticamente di tutto, anche le scatole di cartone che poi fodero con la carta forno. Con quella non si hanno problemi ad estrarre il sapone. Anche se il materiale migliore usato fin ora è il silicone, resiste al calore, il sapone nn si attacca ed è facilissimo estrarlo.

  4. nadia

    ciao,
    anch’io utilizzo i cartoni del tetrapack, ma taglio la parte superiore per creare un cartone aperto: personalmente, lo trovo più comodo quando devo versare la pasta di sapone. ho anche preparato una “struttura” formata da cartoncini rigidi tenuti da elastici per sostenere il tutto, perchè a volte mi è capitato che la pasta di sapone allargasse il contenitore con il risultato che poi le forme di sapone non fossero particolarmente squadrate.
    ho anche utilizzato i tubi delle “famose patatine”, e devo dire che il risultato è interessante.
    ultimamente ho preferito optare per dei contenitori di plastica recuperati dai gelati, scegliendone di forma particolarmente squadrata (non quelli con gli angoli arrotondati: non ce ne sono molti in commercio, ma basta guardare nel reparto surgelati ;)) così mi permettono di lavorare in orizzontale, avendo la possibilità di eventualmente decorare la superficie del sapone. direi che per me, ora, questa è la soluzione preferibile. l’unico inconveniente è che, per agevolare la sformatura del sapone, ogni volta preparo il rivestimento interno con carta da forno (con lo stesso sistema con cui si preparano gli stampi per plum-cake).
    ciao.
    Nadia

  5. Pier Paolo

    Anche io ho sempre utilizzato il tetrapack, soprattutto quello delle confezioni cilindriche del latte fresco. La temperatura del sapone cala lentamente, perchè la superficie esposta all’aria è ridotta e questo penso sia un bene.
    Ultimamente ho comprato gli stampi in silicone per dolci. Costano un po’, ma l’estrazione è estremamente facile e li riusi all’infinito (ma solo per i saponi!!!).
    Ciao
    Pier Paolo

  6. Susy

    ciao!
    Sabato scorso ho provato per la prima volta a fare il sapone in casa… divertentissimo e molto profumato (una ricetta facile facile con olio di oliva e strutto).
    Al supermercato ho “recuperato” una sorta di base in plastica che stava tra due strati di vaschette di gelati monoporzione che poi a casa ho foderato con dei ritagli di carta da forno.
    Se fossi stata più brava sarebbero venute fuori delle belle saponette ^_^ (è venuto un po’ sbricioloso).
    ciao e complimentissimi per il sito!

  7. Luigi

    Si, devo dire che anche noi quando facevamo il sapone in casa in piccoli lotti usavamo sempre il tetrapack del latte!!!
    E anche noi per farli venire squadrati avevamo messo degli elastici attorno!!
    Un unico consiglio aggiuntivo, specialmente per i cartoni del latte, può essere quello di avvolgerli con una coperta di lana, perché potrebbero perdere calore velocemente.

  8. elisa

    Grazie! Che belli tutti quest contributi! Son contenta il mio articolo abbia stimolato un po’ di dibattito!
    Anche io utilizzavo molte scatole di plastica di recupero con coperchio, ma ora che ho scoperto il tetrapak mi riesce difficile tornare “indietro”. Ottima però la dritta della carta da forno per estrarre meglio, grazie Nadia! Grazie anche di aver precisato come utilizzi i cartoni in tetrapak. Anche io taglio la parte superiore!
    ciao a tutti
    elisa

  9. Alice

    Ciao!!
    grazie mille per l’idea del tetrapak, è geniale!! in casa c’è ne sempre tanto ed è difficile da riciclare. Io sono solo al terzo esperimento (riprenderò da ottobre con il freddo) e finora ho usato degli stampi in silicone. Il materiale è perfetto perché si riesce a togliere il sapone davvero molto bene (se lo dico io, che ho 0 esperienza!!!) ma l’idea di trovare un uso per tutto quel tetrapak che produco è troppo allettante!!! Grazie ancora!

  10. titti

    Ciao a tutti, io ho fatto il sapone in casa una sola volta,poi però ho avuto qualche difficoltà a tagliarlo, voi come fate?
    Grazie

  11. Post<br/>Author
    Lucia

    Solitamente il sapone fatto in casa si taglia tranquillamente con un coltello da cucina a lama liscia o con una semplice spatola da intonaco.
    Se è troppo duro potrebbe dipendere dalla ricetta…che ingredienti hai utilizzato? Dopo quanto tempo hai provato a tagliarlo?

  12. stefania

    ciao a tutti mi sto cimentando da poco nell’autoproduzione di spaone e devo dire che mi piace tantissimo. la seconda volta che ho fatto il sapone ho usato come stampi 2 vaschette di gelato da mezzo chilo. una in polistirolo (quelle del gelato artigianale) e una in plastica. rivestendole con la pellicola per microonde resistente al calore sformare il sapone è stato un gioco da ragazzi..in un batter d’occhio il sapone era bello e sformato 🙂

  13. Regina

    Bellissima l’idea dei contenitori del latte,perché poi il sapone può essere tagliato a cubo come il Marsiglia che compro in Francia ,a proposito sapete come dare il leggero profumo che ha il marsiglia? E dove trovare l’olio di bacche di alloro per fare il sapone di Aleppo?grazie grazie a tutti

  14. elisa

    Dovrebbe essere olio essenziale di cintronella, se lo vuoi naturale. Quello del supermercato è un mix di fragranze sintetiche che ricordano la citronella.
    Dell’olio di bacche di alloro proprio non so cosa dirti… in Siria? A parte gli scherzi… il sapone d’aleppo è così fatto, perché il processo di fabbricazione è particolare. Col metodo a freddo casalingo otterresti un sapone molto differente… ma se riesci nella sperimentazione, facci sapere!! grazie

  15. Luigi

    Ciao, purtroppo è molto complesso reperire l’olio di alloro, tanto più che non è di facile estrazione, in quanto alcune parti della bacca dell’alloro sono velenose, per cui è bene sapere qual’è il procedimento corretto per estrarne l’olio.
    Per quasnto riguarda invece la profumazione del marsiglia, normalmente è data dall’aggiunta di olio essenziale di citronella!
    Buoni esperimenti
    ciao ciao

  16. Steffi

    @Regina : Sapone di Aleppo potresti farlo così, preparandoti un oleolito di alloro. Prendi una manciata di foglie di alloro e mettile in un barattolo di vetro e ricoprile di olio di oliva (almeno 100 gr. di olio), chiudi il barattolo con il tappo. Poi se è estate, lascia il barattolo in pieno sole per 10/15 gg e ogni mattina ricordati di capovolgerlo. Se è inverno, mettilo in un posto caldo e al buio e capovolgilo ogni giorno per un mese. Poi fai il sapone di Aleppo al 20%così: 84 gr di olio di alloro, 330 gr olio di oliva, 51 gr e un pizzico di soda caustica, 134,4 gr di acqua. <3 <3 <3

  17. Pigi

    Buongiorno, vorrei sapere come fare delle scritte sul sapone oppure se esistono degli stampi con delle scritte in incisione e dove reperirli. Grazie

  18. elisa

    Bella domanda. Frugando nei mercatini dell’usato forse si riescono a reperire degli strumenti adatti, magari degli stampi già incisi. Ci si può però sbizzarrire con ogni genere di stampo. Ho visto una volta un sapone con sopra incisa una foglia, il risultato era splendido! Ho visto anche dei saponificatori che si erano creati il loro proprio marchio e lo incidevano sulle saponette.
    Forse tra gli stampi in silicone trovi qualcosa già pronto.
    Altrimenti resta sempre l’incisione, così puoi scrivere quello che ti pare. Quando il sapone è fresco dovrebbero bastare gli strumenti che si usano per modellare la creta. Altrimenti puoi usare un coltellino di precisione o bisturi.

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