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Brufoli sul mento: cause ormonali e rimedi naturali

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Brufoli sul mento: cause ormonali e rimedi naturali

  I brufoli sul mento hanno un talento speciale: spuntano sempre nei momenti meno opportuni e non chiedono mai il permesso. Non sono lì per caso né per dispetto, ma spesso raccontano una storia fatta di ormoni ballerini e abitudini quotidiane da rivedere. La buona notizia? Capire perché compaiono è il primo passo per mandarli via senza dichiarare guerra alla pelle. E no, non serve aggredirli: a volte basta ascoltarli. Perché proprio lì? Quando i brufoli sul mento decidono di mettersi in mostra Brufoli sul mento e ormoni: quando il problema non è la crema ma il caos interno Brufoli sul mento e abitudini quotidiane: spoiler, non è sempre colpa della skincare Rimedi naturali per i brufoli sul mento: la natura che funziona davvero   Perché proprio lì? Quando i brufoli sul mento decidono di mettersi in mostra I brufoli sul mento non compaiono per caso, anche se spesso sembrano farlo apposta. Il mento fa parte del cosiddetto terzo inferiore del viso, una zona che soprattutto in età adulta tende a essere più reattiva e sensibile agli squilibri interni. Qui la pelle è spesso più ricca di ghiandole sebacee e più esposta a piccoli stress quotidiani che, sommati, possono mandarla facilmente in crisi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’acne è una patologia infiammatoria della pelle a origine multifattoriale e non ha nulla a che vedere con la scarsa igiene. Alla base ci sono alterazioni del normale funzionamento del follicolo pilifero e della produzione di sebo, che possono manifestarsi in modo più evidente in alcune aree del viso, tra cui proprio il mento. Nel caso dei brufoli sul mento, entrano spesso in gioco più fattori contemporaneamente, come: aumento della produzione di sebo, ostruzione del follicolo, infiammazione cutanea, proliferazione batterica, maggiore sensibilità agli ormoni androgeni e stress meccanico dovuto a sfregamenti e contatti frequenti. Tradotto in parole semplici: non è che la pelle del mento sia più sporca, è semplicemente una zona più sollecitata e più reattiva. Mani che si appoggiano, telefono incollato alla mandibola, sciarpe e colletti che sfregano per ore… tutto contribuisce a creare l’ambiente perfetto per l’infiammazione. Proprio per questo, quando la pelle del mento tende a sviluppare imperfezioni, l’approccio migliore non è aggredire ma riequilibrare. Quando si parla di brufoli sul mento, la tentazione è spesso quella di “fare piazza pulita”: asciugare, disinfettare, eliminare. Peccato che la pelle non funzioni come una superficie da sgrassare, ma come un ecosistema delicato. E quando è in difficoltà – soprattutto per motivi ormonali – ha bisogno di essere accompagnata, non messa sotto torchio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il trattamento dell’acne dovrebbe puntare a ridurre l’infiammazione e la produzione di sebo senza compromettere la barriera cutanea. Questo vale anche (e soprattutto) quando si scelgono approcci più naturali, che lavorano in modo graduale ma rispettoso. La chiave, però, non è usare tutto insieme sperando nel colpo di scena. È la costanza. I rimedi naturali non promettono risultati in 24 ore, ma lavorano nel tempo, aiutando la pelle a calmarsi e a reagire meglio agli stimoli interni ed esterni. Ed è proprio questo che serve quando i brufoli sul mento tornano ciclicamente. Altro punto fondamentale: naturale non significa innocuo a prescindere. Anche gli ingredienti di origine vegetale vanno scelti e dosati con criterio, soprattutto su una zona delicata e spesso infiammata come il mento. Meglio pochi prodotti, formulati bene, che una stratificazione infinita di rimedi fai-da-te. In altre parole: la natura funziona, ma solo se la si usa con intelligenza. E la pelle del mento, fidati, apprezza moltissimo questo approccio. Per approfondire questo argomento leggi il nostro articolo: Brufoli: quali sono i tipi più comuni e come riconoscerli   Brufoli sul mento e ormoni: quando il problema non è la crema ma il caos interno Quando si parla di brufoli sul mento, prima o poi salta sempre fuori lui: l’ormone. Anzi, gli ormoni. E no, non è una scusa per deresponsabilizzarsi, ma una spiegazione piuttosto concreta. Il mento è una delle zone del viso più sensibili alle variazioni ormonali, soprattutto agli androgeni, che possono stimolare le ghiandole sebacee a produrre più sebo del necessario. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli ormoni giocano un ruolo chiave nello sviluppo dell’acne perché influenzano direttamente l’attività delle ghiandole sebacee. Quando questo equilibrio si altera – durante il ciclo mestruale, in periodi di stress intenso, in gravidanza o in fasi di cambiamento ormonale – la pelle può reagire aumentando la produzione di sebo e favorendo l’infiammazione del follicolo pilifero. Ecco perché i brufoli sul mento spesso: compaiono ciclicamente sono più profondi e dolorosi sembrano resistere a detergenti, creme e buone intenzioni spariscono… e poi tornano, come se nulla fosse In questi casi la skincare da sola non basta, ma attenzione: questo non significa che non serva. Significa che va pensata in modo più intelligente, scegliendo prodotti che aiutino la pelle a riequilibrarsi senza stressarla ulteriormente. Aggredire un brufolo di origine ormonale con prodotti troppo sgrassanti o trattamenti “strong'' spesso peggiora l’infiammazione, invece di risolverla. Anche lo stress merita una menzione d’onore. Lo stress influisce sugli equilibri ormonali attraverso il cortisolo, che può aumentare la produzione di sebo e rendere la pelle più reattiva. Risultato? Il mento paga il conto, ancora una volta. La buona notizia è che capire l’origine ormonale dei brufoli sul mento cambia completamente l’approccio: meno guerra, più strategia. Meno asciugo tutto, più sostengo la pelle. Ed è da qui che si costruisce una routine davvero efficace, soprattutto nel lungo periodo. Brufoli sul mento e abitudini quotidiane: spoiler, non è sempre colpa della skincare   Quando compaiono i brufoli sul mento, la prima reazione è quasi sempre la stessa: cambiare detergente, aggiungere un siero, cercare la crema risolutiva. Spoiler: spesso la skincare c’entra solo in parte. Perché il mento è anche una delle zone del viso più stressate dalle abitudini quotidiane, quelle che facciamo senza nemmeno accorgercene. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), oltre ai fattori ormonali e biologici, l’acne può essere aggravata da stimoli esterni e meccanici che favoriscono l’infiammazione del follicolo. Ed è qui che il mento entra in scena: sempre esposto, sempre coinvolto, sempre sotto pressione. Nella vita reale, i brufoli sul mento possono essere favoriti da una combinazione di comportamenti molto comuni, come: toccare spesso il mento con le mani appoggiarlo mentre si studia o si lavora tenere lo smartphone a contatto con la mandibola indossare per molte ore sciarpe, colletti o mascherine usare prodotti troppo aggressivi nel tentativo di asciugare tutto Tutti questi fattori creano un mix di sfregamento, occlusione e irritazione che rende il follicolo più vulnerabile. E quando il follicolo è già sensibile per motivi ormonali, basta poco per far scattare l’infiammazione. Il brufolo, a quel punto, non arriva: si presenta ufficialmente. Qui entra in gioco un concetto fondamentale: meno è meglio. Soprattutto sul mento. Detergere troppo spesso, esfoliare in modo aggressivo o usare prodotti super sgrassanti può compromettere la barriera cutanea, rendendo la pelle ancora più reattiva. Il risultato è l’effetto opposto a quello desiderato: più secchezza, più infiammazione, più brufoli. Rivedere le proprie abitudini è spesso il passo più sottovalutato, ma anche uno dei più efficaci. Perché i brufoli sul mento non si combattono solo davanti allo specchio, ma anche lontano dal lavandino. Rimedi naturali per i brufoli sul mento: la natura che funziona davvero Quando si parla di brufoli sul mento, la tentazione è spesso quella di fare piazza pulita: asciugare, disinfettare, eliminare. Peccato che la pelle non funzioni come una superficie da sgrassare, ma come un ecosistema delicato. E quando è in difficoltà – soprattutto per motivi ormonali – ha bisogno di essere accompagnata, non messa sotto torchio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il trattamento dell’acne dovrebbe puntare a ridurre l’infiammazione e la produzione di sebo senza compromettere la barriera cutanea. Questo vale anche (e soprattutto) quando si scelgono approcci più naturali, che lavorano in modo graduale ma rispettoso. Nel caso dei brufoli sul mento, alcuni ingredienti di origine naturale sono particolarmente interessanti perché aiutano la pelle a ritrovare equilibrio senza aggredirla, come: tea tree oil, noto per le sue proprietà purificanti e riequilibranti salvia, tradizionalmente utilizzata per supportare la pelle impura bardana, apprezzata per l’azione lenitiva e riequilibrante zinco, utile per sostenere il naturale equilibrio della pelle e limitare l’eccesso di sebo La chiave, però, non è usare tutto insieme sperando nel colpo di scena. È la costanza. I rimedi naturali non promettono risultati in 24 ore, ma lavorano nel tempo, aiutando la pelle a calmarsi e a reagire meglio agli stimoli interni ed esterni. Ed è proprio questo che serve quando i brufoli sul mento tornano ciclicamente. Altro punto fondamentale: naturale non significa innocuo a prescindere. Anche gli ingredienti di origine vegetale vanno scelti e dosati con criterio, soprattutto su una zona delicata e spesso infiammata come il mento. Meglio pochi prodotti, formulati bene, che una stratificazione infinita di rimedi fai-da-te. In altre parole: la natura funziona, ma solo se la si usa con intelligenza. E la pelle del mento, fidati, apprezza moltissimo questo approccio. Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Niacinamide + Zinco = il siero viso per pelli miste felici e Linea viso pelli impure: i prodotti per prendersi cura di pelle mista, grassa, brufoli e imperfezioni   In conclusione: meno fretta, più ascolto I brufoli sul mento non sono un difetto da cancellare in fretta, ma un segnale da ascoltare. Capire cosa li provoca – tra ormoni, abitudini e scelte quotidiane – permette di affrontarli con più consapevolezza e meno stress. La pelle non chiede soluzioni drastiche, ma equilibrio, costanza e un approccio gentile. La cosmesi naturale è un’ottima alleata in questi casi, aiuta a trattare le imperfezioni senza risultare troppo aggressiva sulla pelle. E se le imperfezioni persistono o peggiorano, ricordarsi di consultare un dermatologo è sempre il passo più intelligente per prendersi davvero cura della propria pelle.   {{cta('5d58b12c-3d70-4b8e-8625-1ef4c7a2a1f4')}}    
Brufoli: quali sono i tipi più comuni e come riconoscerli

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Brufoli: quali sono i tipi più comuni e come riconoscerli

Chiamiamo tutto brufolo, ma in realtà dietro a questo nome si nascondono situazioni molto diverse tra loro. Alcune innocue, altre più fastidiose, altre ancora che chiedono solo un po’ più di ascolto. Conoscere i tipi di brufoli aiuta a capire cosa sta succedendo sulla pelle e a trattarla con più gentilezza (e meno improvvisazione). Qui sotto trovi una guida semplice per orientarti tra i principali tipi di brufoli e riconoscerli a colpo d’occhio. Punti neri e punti bianchi: i brufoli silenziosi Brufoli infiammati: quando la pelle diventa rossa e sensibile Brufoli sottopelle: profondi, dolorosi e da non stressare Brufoli ormonali: quelli che tornano sempre nello stesso periodo Brufoli legati a stress e stile di vita: quando la pelle manda segnali Punti neri e punti bianchi: i brufoli silenziosi Tra i tipi di brufoli più diffusi ci sono loro: punti neri e punti bianchi. Spesso non fanno male, non si arrossano e non danno segnali evidenti, ma sono lì, costanti, soprattutto su naso, fronte e mento. Tecnicamente si chiamano comedoni e si formano quando il poro si ostruisce con sebo e cellule morte. Una situazione comune, normalissima e molto più frequente di quanto si pensi. La differenza tra i due è semplice: i punti neri sono comedoni aperti, il sebo entra in contatto con l’aria e si ossida (no, non è sporco); i punti bianchi sono comedoni chiusi, restano sotto la pelle e si vedono come piccoli rilievi chiari. Proprio perché “silenziosi”, questi tipi di brufoli vengono spesso sottovalutati o trattati con troppa aggressività. Scrub insistenti, maschere purificanti a raffica, prodotti sgrassanti: il risultato è quasi sempre una pelle che si difende producendo ancora più sebo. Spoiler: non è quello che vogliamo. Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, i comedoni rappresentano una manifestazione lieve dell’acne e richiedono un approccio graduale e rispettoso, basato su trattamenti costanti e non aggressivi. Tradotto: meno forzature, più equilibrio. Ingredienti amici della pelle in questo caso Quando si parla di punti neri e punti bianchi, la parola chiave è purificare senza impoverire. Alcuni ingredienti possono aiutare davvero, se ben formulati e usati con costanza: Acido salicilico vegetale → aiuta a liberare i pori Niacinamide → riequilibra il sebo senza seccare Zinco PCA → supporta la pelle impura Estratti purificanti delicati (bardana, salvia) Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Brufoli e punti neri: da cosa sono causati e come trattarli e  Niacinamide + Zinco = il siero viso per pelli miste felici Brufoli infiammati: quando la pelle diventa rossa e sensibile Tra i tipi di brufoli, quelli infiammati sono spesso i più evidenti e i più difficili da gestire con leggerezza. La pelle diventa rossa, sensibile, a volte dolorante al tatto, e il brufolo sembra “farsi sentire” anche senza guardarlo. È il momento in cui il poro ostruito si infiamma e la pelle reagisce in modo più deciso. In questa categoria rientrano soprattutto papule (brufoli rossi, senza punta visibile) e pustole (con il classico puntino chiaro in superficie). Sono brufoli che attirano l’attenzione e mettono alla prova l’autocontrollo, perché la tentazione di intervenire è forte. Ma proprio qui serve rallentare. Cercare di eliminarli “in fretta” spesso peggiora l’infiammazione e aumenta il rischio di segni post-brufolo. La pelle, quando è infiammata, ha bisogno di essere calmata, non stimolata ulteriormente. Questo vale per tutti i tipi di brufoli, ma ancora di più per quelli infiammati. Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, l’infiammazione è un elemento chiave nelle forme acneiche e un approccio troppo aggressivo può prolungare i tempi di recupero della pelle. In altre parole: più si forza, più la pelle si difende. Ingredienti amici della pelle in questo caso Quando la pelle è arrossata e reattiva, l’obiettivo non è “asciugare tutto”, ma riportare equilibrio: Tea tree (ben dosato) Aloe vera → lenitiva Calendula → calmante Prebiotici → aiutano l’equilibrio della pelle Brufoli sottopelle: profondi, dolorosi e da non stressare Tra i tipi di brufoli, quelli sottopelle sono spesso i più ostinati. Non sempre si vedono subito, ma si sentono: un indurimento sotto la pelle, a volte doloroso, che può durare giorni o settimane. La superficie può apparire quasi normale, ma sotto c’è un’infiammazione che si sviluppa in profondità, senza una vera “via di uscita”. Proprio per questo sono tra i brufoli più fraintesi. Non avendo una punta visibile, si tende a toccarli, manipolarli o a stratificare prodotti nella speranza di farli sparire più in fretta. In realtà, questo tipo di brufoli ha bisogno soprattutto di tempo e di un approccio rispettoso. Forzarli significa spesso prolungarne la presenza e aumentare il rischio di segni residui. I brufoli sottopelle compaiono frequentemente su mento, mascella e guance e possono essere legati a squilibri ormonali, stress o a una pelle che fatica a rinnovarsi in modo uniforme. Anche in questo caso, la parola chiave è costanza, non urgenza. Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, le lesioni acneiche profonde sono più predisposte a lasciare esiti cutanei se vengono stressate o manipolate. Tradotto: meno interventi impulsivi, più cura consapevole. Ingredienti amici della pelle in questo caso Quando l’infiammazione è profonda, servono ingredienti che aiutino la pelle a ritrovare equilibrio senza aggredirla: Acido azelaico (o alternative vegetali simili) Niacinamide Centella asiatica Fitocomplessi lenitivi Brufoli ormonali: quelli che tornano sempre nello stesso periodo Tra i tipi di brufoli più riconoscibili ci sono quelli ormonali. Non tanto per l’aspetto, quanto per la puntualità: tornano ciclicamente, spesso nelle stesse zone, come mento, mascella e collo. Un dettaglio che li rende prevedibili, ma non per questo meno fastidiosi. I brufoli ormonali sono legati alle naturali fluttuazioni ormonali che influenzano la produzione di sebo. Quando il sebo aumenta, i pori possono ostruirsi più facilmente e la pelle diventa terreno fertile per infiammazioni, soprattutto se già sensibile o reattiva. Non è una questione di età: possono comparire in adolescenza, ma anche (e spesso) in età adulta. Uno degli errori più comuni è trattarli come se fossero identici a tutti gli altri tipi di brufoli. In realtà, tendono a essere più profondi, a volte sottopelle, e meno reattivi ai trattamenti d’urto. Qui la costanza batte la fretta: una routine semplice, riequilibrante e portata avanti nel tempo fa molto più di interventi sporadici e aggressivi. Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, l’acne di origine ormonale può manifestarsi anche in età adulta ed è legata a variazioni ormonali fisiologiche, non a una cattiva skincare. È semplicemente il risultato di un equilibrio che cambia. Ingredienti amici della pelle in questo caso Per questo tipo di brufoli è utile puntare su ingredienti che aiutino a riequilibrare senza seccare: Zinco Niacinamide Estratti riequilibranti (liquirizia, bardana) Attivi lenitivi I brufoli ormonali non sono un fallimento della skincare: sono solo la pelle che segue i suoi ritmi. Imparare a riconoscerli è un modo per smettere di combatterla e iniziare ad ascoltarla davvero. Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Linea viso pelli impure: i prodotti per prendersi cura di pelle mista, grassa, brufoli e imperfezioni Brufoli legati a stress e stile di vita: quando la pelle manda segnali Tra i tipi di brufoli più difficili da incasellare ci sono quelli legati allo stress e allo stile di vita. Non seguono sempre uno schema preciso, possono comparire in zone diverse del viso e cambiare aspetto da una volta all’altra. Spesso arrivano nei periodi più intensi, quando dormiamo poco, siamo sotto pressione o la routine quotidiana diventa tutto tranne che regolare. Lo stress, in particolare, può influenzare la pelle più di quanto immaginiamo. L’aumento del cortisolo stimola la produzione di sebo e rende la pelle più reattiva, favorendo la comparsa di imperfezioni. A questo si sommano fattori molto comuni: alimentazione sbilanciata, sonno irregolare, mascherine, mani sul viso, smartphone sempre a contatto con la pelle. Piccole abitudini che, messe insieme, fanno la differenza. In questi casi è facile cadere nella trappola del “fare di più”: più prodotti, più trattamenti, più controlli allo specchio. Ma per questo tipo di brufoli, spesso, la svolta è fare meglio, non di più. Routine essenziali, gesti delicati e attenzione alla barriera cutanea aiutano la pelle a ritrovare equilibrio. Secondo la European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), stress e stile di vita possono influenzare in modo significativo l’andamento delle imperfezioni cutanee, soprattutto nelle pelli già predisposte. Una conferma in più che la pelle non va isolata dal resto: è parte di un sistema più ampio. Ingredienti amici della pelle in questo caso: Aloe Prebiotici e postbiotici Camomilla, malva, avena Attivi idratanti (per evitare l’effetto rebound) Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Pelle impura e sensibile: che crema viso scegliere? Guida agli ingredienti In conclusione: i brufoli non definiscono chi siamo I brufoli non ci rendono meno belle, meno curate o meno importanti. Non sono un errore da correggere né una colpa da espiare con skincare punitive o routine impossibili da sostenere. Avere imperfezioni, anche persistenti, è normale e fa parte della storia di tantissime pelli, in momenti diversi della vita. Non esistono ingredienti miracolosi capaci di “far sparire tutto” da un giorno all’altro, e va bene così. La pelle non funziona per magie, ma per equilibri: cambia, si adatta, reagisce. E il nostro compito non è controllarla a ogni costo, ma prendercene cura con costanza, rispetto e un pizzico di pazienza. Riconoscere i diversi tipi di brufoli serve proprio a questo: smettere di improvvisare, ascoltare i segnali della pelle e scegliere ciò che davvero le fa bene, senza stressarla ulteriormente. Perché spesso, più che fare di più, serve fare meglio. E farlo con gentilezza. E quando i brufoli diventano persistenti, dolorosi o ci fanno sentire a disagio, chiedere supporto a un dermatologo è sempre una buona idea. Non è una resa, ma un atto di cura verso se stessi: un professionista può aiutare a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare il percorso più adatto alla propria pelle. La pelle non è il nostro biglietto da visita. È una compagna di viaggio, con i suoi alti e bassi. E merita attenzione, ascolto e rispetto. Sempre
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