PAO o data di scadenza? Ecco cosa dice la legge e le nostre scelte per tutelarvi!

Vi siete mai chiesti se il cosmetico che state utilizzando è scaduto o meno? E cosa significa quel barattolino aperto che trovate stampigliato sulle etichette dei cosmetici? Vi siete mai domandati perché nella maggior parte dei cosmetici non vi è indicata la data di scadenza?

No, la risposta a quest’ultima domanda non è “perché non scadono”, ma è da rintracciarsi nella legislazione cosmetica.

 

La legge di riferimento in materia è la 1223/2009 che all’allegato V indica l’elenco dei conservanti ammessi e delle percentuali massime di utilizzo per ogni tipologia di prodotto (con o senza risciacquo, viso o corpo ecc.).

(Se volete saperne di più sui conservanti utilizzati in cosmetica e sui problemi di conservazione dei cosmetici qui trovate un articolo di approfondimento).

 

La legge inoltre stabilisce per i produttori le regole per la realizzazione delle etichette in merito alla durata del prodotto.

  1. Se la durata minima del prodotto è inferiore a 30 mesi, si deve mettere nella confezione “Usare preferibilmente entro…”. Questa dicitura indica perciò la data alla quale il prodotto, se opportunamente conservato, mantiene le sue caratteristiche iniziali e rimane sicuro.
  2. Se invece la durata minima del prodotto è superiore a 30 mesi vige l’obbligo di indicare il PAO (Period After Opening), il periodo di tempo durante il quale il prodotto può essere utilizzato dopo l’apertura senza effetti nocivi.

La maggior parte dei cosmetici che troviamo in commercio supera i test di conservazione che permettono di stabilire che il cosmetico si mantiene integro per più di 30 mesi e, come da indicazione di legge, nessuno di essi riporta in etichetta la data di scadenza ma solo il PAO.

Ma, se riflettiamo su questo aspetto, ci rendiamo conto che la legge, da questo punto di vista, non ci tutela affatto come consumatori.

Come faccio a sapere la data effettiva di produzione del cosmetico che sto utilizzando? E’ stato prodotto da 6 mesi … o 10 anni fa?

 

In etichetta, di fatto, non ho elementi che mi aiutano a comprenderlo. Ho solo il PAO che mi indica i mesi di validità del prodotto una volta aperto ma, in linea teorica, potrei averlo aperto anche dopo che è scaduto … senza saperlo!

Questo perché, dal canto suo, il produttore garantisce che il prodotto rimanga integro per almeno 30 mesi. Ma, in accordo con la normativa in vigore, non mi dice quando questi 30 mesi hanno termine.

Se la durata di un prodotto “tradizionale” può essere anche di molto superiore ai 30 mesi, per un prodotto naturale spesso questo non accade.

I conservanti utilizzati sono più “leggeri” e, in ogni caso, i principi attivi contenuti nei prodotti tendono a degradarsi e quindi, quasi in tutti i casi, un prodotto cosmetico dopo 30 mesi dalla data di produzione non ha più l’efficacia originaria per cui è stato pensato. E quindi può capitare che il consumatore si trovi ad utilizzare, senza saperlo, un prodotto che non è più performante come dovrebbe o addirittura non totalmente sicuro.

Si tratta di un vero è proprio gap normativo, che da un lato agevola i produttori, ma non offre garanzie di qualità e di sicurezza ai consumatori.

Per noi de La Saponaria la soddisfazione di chi utilizza i nostri prodotti è una priorità e ci teniamo che abbiate sempre tra le mani prodotti di qualità, efficaci e sicuri.

E per questo abbiamo deciso di colmare nel nostro piccolo questa lacuna legislativa, scegliendo di inserire – in maniera volontaria – la data di scadenza in TUTTI i nostri prodotti (lo stiamo facendo in maniera progressiva).

Questo per darvi una garanzia in più e per offrirvi la certezza che ogni nostro prodotto conserva intatta la sua efficacia. E’ il nostro modo di tutelarvi e di fare chiarezza nell’intricato mondo della conservazione della cosmesi biologica!

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Scritto da
Lucia

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