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Laboratorio di cosmetici consapevoli e idee: video-intervista

Credits: laforzadicambiare.it

Tratto dall’intervista di Alberto Pancrazi per la Forzadicambiare.it

“La filosofia di giovani imprenditori Luigi Panaroni e Lucia Genangeli la stanno portando avanti con coerenza e la forza di cambiare per rendere il mondo migliore anche con piccoli gesti loro ce la mettono da quando hanno cominciato a produrre sapone naturale riscoprendo le vecchie “ricette” della nonna. Una decina di anni fa l’apertura de “laSaponaria”, prima in un appartamento della zona industriale di Fano, oggi in un capannone nell’area artigianale di Vallefoglia, sempre in provincia di Pesaro e Urbino.
Un cambiamento che coincide con la costante crescita imprenditoriale. Hanno allargato azienda e famiglia (nel frattempo si sono sposati ed hanno un figlio) conservando però, ci tengono a sottolinearlo, lo spirito di una volta portando avanti le loro idee e il loro lavoro con passione ed entusiasmo. Un’impresa che cresce in sintonia con il loro modo di vedere il mondo.
Luigi e Lucia, sono pesaresi, lui, trentacinque anni, mastro saponaio, laureato in scienze dei materiali; lei, trenta anni, laureata in scienze della comunicazione, si occupa prevalentemente di comunicazione e marketing. “I nostri prodotti, dicono, hanno un’anima e una storia dietro. Sono buoni per chi li usa ma anche per il contesto sociale e ambientale”.
Loro sono partiti con il sapone per poi passare alle creme, shampoo, bagno doccia, dalla linea per animali a quella per i bambini, tutti prodotti artigianalmente a base di olio extravergine di oliva e con ingredienti biologici ed equosolidali.
C’è una crescente consapevolezza dei consumatori, sostengono Luigi e Lucia, ma è forte il pericolo d’invasione di campo da parte delle multinazionali che con il “green” hanno poco a che fare. Per questo cercano di far capire la differenza tra prodotto artigianale biologico e prodotto industriale biologico. Non basta un bollino per certificare la produzione biologica, affermano.
Come contrastare dunque lo strapotere dei grandi gruppi? La prima arma è la trasparenza, secondo Luigi e Lucia, accompagnata dalla condivisione con il pubblico della rete delle ricette per produrre cosmetica consapevole anche in casa.
Tra i progetti condotto con l’Università Carlo Bo di Urbino (Facoltà di Farmacia): si tratta di una ricerca sui conservanti da derivati vegetali da impiegare nei prodotti cosmetici.”

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