Il pH nei cosmetici

Cos’è il pH

Il pH è la concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione elettrolitica, ovvero nella composizione chimica di una sostanza. È una scala di valori che va da 0 a 14 e che classifica le sostanze in:

  • acide se hanno un pH da 0 a 7, come ad esempio la nostra pelle.
  • neutre a pH 7, come l’acqua.
  • basiche (o anche chiamate alcaline) da 7 a 14, come i saponi.

Poichè si parla di soluzioni elettrolitiche, e dunque di soluzioni in grado di condurre carica elettrica, è impossibile calcolare il pH di tutte le sostanze, poichè non è detto che esse abbiano al loro interno delle cariche. Possiamo dunque calcolare il pH di tutte le soluzioni acquose mentre non possiamo farlo nelle soluzioni oleose (emulsioni W/O o nei burri).

Perché è importante nei cosmetici?

All’interno dell’acqua, che si trova all’infuori delle nostre cellule dell’epidermide, si trovano diversi elementi indispensabili che posseggono cariche elettriche. Queste determineranno, in base alla loro concentrazione, il pH della pelle, che sarà dunque diverso in base alla zona del corpo (la zona intima ha un pH di 4.5, mentre quello del viso è di 5.5).
E’ quindi importante che i prodotti cosmetici abbiano un pH regolato in base alla zona a loro destinata.
Nei prodotti per i capelli, ad esempio, deve essere di circa 5. Il pH acido aiuta la lucidificazione del capello e nei balsami è indispensabile per un corretto condizionamento (ovvero l’annullamento delle cariche negative che caratterizzano il tipico capello secco appena lavato).
Anche nelle emulsioni (in primis creme), che sono prodotti normalmente destinati ad essere assorbiti, il pH è particolarmente importante. Valori sbagliati potrebbero alterare la flora batterica, se non addirittura creare danni alla stessa epidermide alterando parametri collegati ad esso (come l’idratazione, la TEWL e la secrezione sebacea). Inoltre le emulsioni contengono emulsionanti che potrebbero avere cariche positive o negative, è dunque consigliato controllare sempre il pH delle proprie emulsioni per evitare problemi alla cute.
Infine, la maggior parte dei conservanti necessari per preservare i cosmetici, è efficiente in un intervallo ridotto di pH (di solito fino a 6).

 

Come si misura

Il pH si misura con diversi apparecchi: il più efficiente è sicuramente il phmetro, tuttavia per l’autoproduzione a casa sono sufficienti le cartine tornasole.
Le cartine tornasole sono delle strisce di carta su cui vi è un colorante naturale (il tornasole appunto) che varia la sua colorazione in base all’ambiente in cui si trova: blu- viola in un ambiente basico, verde neutro e rosso- arancio acido.
Il loro uso è semplicissimo: basta semplicemente strappare dal rotolo in cui sono venduti una piccola striscia, immergerla per poco tempo ( o prelevare una goccia di prodotto e appoggiargliela sopra) e confrontare il colore ottenuto con quelli indicati sulla confezione.

Come regolare il pH

Nel caso in cui il pH del prodotto non sia corretto basterà correggerlo con:

  • Acido lattico o acido citrico se è maggiore del pH desiderato.
  • Soluzione caustica (noi consigliamo una soluzione al 30% di soda, ovvero per 100 ml si preparino 70g di acqua e 30g di soda) se è minore del pH desiderato.

ATTENZIONE: ci vogliono pochissime quantità di soluzione affinchè il valore vari, è meglio dosare con una pipetta e aggiungere una o due gocce per volta. Il procedimento consigliato è: controllare il pH con la cartina, procedere con l’aggiunta del correttore, mescolare bene la formulazione e ricontrollare il pH con un altro pezzo di cartina.
Bisogna inoltre considerare che, man mano che ci si allontana dal pH neutro (sia che si vada verso valori acidi che basici), la quantità di sostanza per correggere il valore aumenterà. Dunque, se la vostra preparazione non sembra avere intenzione di arrivare al valore corretto, non disperatevi, goccia per goccia arriverete al risultato tanto desiderato.

 

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Scritto da
Lucrezia

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