Autoproduzione

Elogio all'acido citrico

Re assoluto della gestione ecologica e autosufficiente della casa è l’acido citrico. Acido come l’aceto, rispetto a quest’ultimo è molto più concentrato e quindi più efficace.
Non illudetevi comunque, non si tratta di limone spremuto.
È frutto di un procedimento di laboratorio e dev’essere comunque impiegato con buon senso.
Tutto quello che noi usiamo nella detergenza delle nostre case ha un impatto ambientale, seppur ridotto rispetto ai prodotti industriali che si trovano nei comuni supermercati.

E quindi, come viene fabbricato?
Ha il grosso limite di venire prodotto sempre meno in Europa ed essere sempre più importato dalla Cina (quello della Saponaria è prodotto in Austria). È normalmente di origine vegetale, frutto della fermentazione della parte zuccherina di un vegetale da parte di un micete (Aspergillus Niger) creato solitamente da una manipolazione genetica. Il fatto che sia OGM potrebbe comportare problemi solo se questi miceti si dovessero diffondere nell’ambiente, cosa non facile, in quanto chi possiede queste tecnologie fa il possibile per evitarlo. Non tanto per evitare la contaminazione, quanto piuttosto perché i miceti potrebbero essere usati dalla concorrenza.

Ma come si usa?
Si impiega come l’aceto. Solo che si risparmiano molti flaconi in vetro, che per quanto riciclabili, aumentano comunque il volume e il peso dei rifiuti da smaltire. L’aceto inoltre, rischia di rovinare nel lungo periodo le tubature metalliche.
È una polvere di acido citrico altamente concentrato, indossate quindi i guanti per evitare irritazioni.
Funziona bene come ammorbidente in lavatrice, brillantante nella lavastoviglie, come ottimo detergente anticalcare e blando igienizzante sui sanitari del bagno. Come per l’aceto, anche l’uso dell’acido citrico va evitato su quelle superfici che non amano le sostanze acide, come il marmo, il legno e il cotto.

RICETTA ANTICALCARE
Versare in uno spruzzino di recupero 75 g di acido citrico in polvere e 500 ml di acqua (soluzione al 15%). Agitare sempre bene prima di ogni uso. Spruzzare sulla superficie incrostata, lasciare agire qualche minuto e poi passare con la spugna. Se non lo usate sulla plastica, il risultato è garantito.

RICETTA AMMORBIDENTE
Se la vostra acqua è particolarmente dura (molto calcarea), un ammorbidente sarà probabilmente necessario. Si può usare una soluzione di acido citrico al 10%. Ciò significa che rispetto alla ricetta dell’anticalcare ne vanno messi 100 grammi per litro d’acqua. Va poi versato nella vaschetta dell’ammorbidente della lavatrice, fino a riempirla.

Se volete sperimentare le vostre pulizie creative, potete trovare l’acido citrico direttamente qui.

(parzialmente estratto dal libro “Pulizie Creative” di Elisa Nicoli, ed. Altreconomia, 2011)

Comments

  1. efisio

    ottimo articolo, chiaro e conciso 😉

  2. elisa

    grazie 🙂

  3. Andrea

    Ciao!
    Si può usare anche come brillantante per lavastoviglie?
    A quale concentrazione?
    Grazie!

  4. Lorena

    Buon giorno vorrei sapere se l’acido citrico può essere usato come conservate nelle creme fai da te prodotte in casa.e se si in quale percentuale su 100 gr di prodotto.Grazie aspetto risposta Lorena

  5. Luigi

    Ciao, l’acido citrico non è un conservante, nelle creme ha la sola funzione di regolare il pH e non c’è una % fissa a cui fare riferiemento, in quanto dipende dagli altri ingredienti inseriti.
    Consideri che il ph finale normalmente viene portato ad un ph simile a quello della pelle, e cioè di 5,5 mediante l’inserimento appunto di acido citrico.

    Grazie

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