Come fare un sapone con gli scarti e altre idee di riutilizzo

Pezzetti di sapone che sciolgono lentamente sui bordi del lavandino. Provo a prenderli ma mi sfuggono via dalle mani non appena provo ad usarli con un po’

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d’acqua. La lotta è vana. Li raccolgo tutti assieme e li trasformo in qualcosa di più comodamente utilizzabile.

Come fare un nuovo sapone con gli scarti

Per fare una nuova saponetta dovete accumularne abbastanza.
Quando sono ben secchi potete sbriciolarli con un

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mixer. Altrimenti accontentatevi di spezzettarli col coltello, ci metteranno solo più tempo a sciogliersi.
Metteteli tutti a bagnomaria con un poco di acqua. Portate ad ebollizione l’acqua e mescolate di tanto in tanto. Quando l’impasto sarà ben sciolto e omogeneo versatelo in uno stampino della forma che preferite (sbizzarritevi pure con le formine da spiaggia…).
Ricordatevi di ungerlo preventivamente di olio, altrimenti non uscirà facilmente di lì. Battetelo su di un piano per compattarlo e livellatelo con un coltello. Va poi fatto asciugare.
D’inverno è più facile, basta metterlo su di un termosifone. Altrimenti occorre avere pazienza. Quando è ben asciutto lo tirate fuori dallo stampo e lo lasciate asciugare ancora. Non deve essere stagionato a lungo come il sapone autoprodotto, basta che sia della consistenza che ritenete corretta per una saponetta.

Anche gli scarti di lavorazione dei saponi possono essere reimpiegati nello stesso modo.
Se potete lasciare seccare tutti gli strumenti utilizzati per l’autoproduzione dei saponi, li staccate molto facilmente dai vari utensili e potete scioglierli bontril canadian pharmacy come spiegato sopra. Oppure, se si tratta di residui solo di sapone tipo Marsiglia, potete farvi il sapone liquido.

Come fare un sapone liquido

La ricetta è valida anche per trasformare le vostre saponette tipo Marsiglia in sapone liquido per piatti, panni e pavimenti delicati.

Per ogni litro d’acqua servono circa 200 grammi di scagliette di sapone di Marsiglia autoprodotto. Basta una normale grattugia..
Gli scarti di lavorazione vanno invece sbriciolati col mixer o con

un coltello. Si porta ad ebollizione, mescolando frequentemente con

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una frusta, per far sciogliere in maniera omogenea tutto il sapone. Si lascia poi riposare per almeno una notte.
Quando sarà completamente raffreddato vedrete la sua vera consistenza. Non è facile predire esattamente il grado di densità del liquido se si usano le proprie saponette. Se fosse troppo liquido, occorre ridurre in scaglie altro sapone e riportare il tutto ad ebollizione. Se fosse troppo solido occorre aggiungere un’adeguata quantità di acqua bollente e passare il liquido con il frullatore ad immersione, per renderlo omogeneo. Conservatelo pure in flaconi di plastica recuperati dall’epoca in cui compravate ancora i detersivi.

Se non avete tutta questa pazienza potete anche inserire tutti i residui di sapone in un sacchettino di cotone, che potete usare sotto la doccia come spugna detergente.

(Articolo liberamente ispirato dal manuale “Pulizie Creative“)

15 commenti
Scritto da
Elisa

15 Commenti

  1. Giulietta says:21 settembre 2011 at 10:54

    Salve, volevo chiedere se fosse possibil trasformare anche saponi non Marsiglia in detergenti liquidi o semiliquidi. Grazie

    Rispondi
  2. Elisa says:21 settembre 2011 at 12:33

    È possibile, certo. Ma non ti serve per lavare piatti e panni. Lo puoi usare per lavarti mani e corpo! Utile solo se lo realizzi partendo dagli scarti (ottima idea, grazie!). Partendo invece dalle saponette intere è un lavoro sprecato!

    Rispondi
  3. Giulietta says:21 settembre 2011 at 13:27

    Ah ok, perché io ho dei saponi detergenti per il viso ma li volevo trasformare in liquidi per comodità e praticità, devoo allungarlo con l’acqua?

    Rispondi
  4. elisa says:5 ottobre 2011 at 09:40

    se proprio vuoi trasformare in liquidi le tue saponette solide devi procedere come per il Marsiglia, ma non garantisco sul risultato… ;)

    Rispondi
  5. Silvia says:6 ottobre 2011 at 11:46

    Tempo fa ho fatto delle saponette con il kit di autoproduzione,però mi sono venute sul grigio e nn troppo profumate.Se io le sbriciolassi e le sciogliessi di nuovo e aggiungessi anche altro colore naturale e forse del profumo…potrebbe venire qualcosa di buono oppure farei solo un danno rovinando tutto il lavoro e i materiali? magari se mi potete dare un consiglio…il sapone ottenuto è buono,ma nn ha colore …dove ho sbagliato? grazie per la risposta.

    Rispondi
    • Lucia says:10 ottobre 2011 at 09:44

      Forse hai aggiunto colori e oli essenziali un pò troppo presto: se il sapone è troppo caldo gli oli essenziali infatti tendono ad evapora facilmente e se non si aspetta il nastro i colori potrebbero rovinarsi..(dipende poi dal colore che hai utilizzato, se era argilla è normale che venga verdino/grigino!!)
      Il sapone lava bene anche senza colori, ma se la ricetta non ti soddisfa..certo che puoi provare a rilavorarlo! Segui i suggerimenti di questa ricetta e aggiungi l’olio essenziale che più di piace!
      (Considera sempre però che il sapone rilavorato non avrà la stessa compatezza di pasta di quello originario)

      Rispondi
  6. Marianna says:10 ottobre 2012 at 17:22

    Vorrei chiedere quanto o.e. bisogna aggiungere al nastro per kg di grassi affinché il sapone risulti profumato abbastanza. Per la mia autoproduzione ne metto (dose trovata scritta su qualche ricetta in qua e là) 30ml mischiato ad un po’ di farina ma il risultato olfattivo è molto tenue. Posso o devo aumentare la dose di o.e.? Grazie per la vostra risposta.

    Rispondi
  7. elisa says:10 ottobre 2012 at 22:31

    In genere si mettono dai 15 ai 30 ml di olio essenziale di qualità per ogni chilo di grassi… di più il rischio di allergie aumenta. Che tipo di oli essenziali hai usato? Devono essere rigorosamente estratti a vapore e non tagliati con profumi sintetici (sicuramente non deve esserci scritto sull’etichetta “essenza al…”).

    Rispondi
  8. Marianna says:11 ottobre 2012 at 13:01

    Li ho acquistati su questo sito, forse metto poca farina (1 cucchiaio)?

    Rispondi
  9. elisa says:11 ottobre 2012 at 13:14

    Io personalmente, nell’autoproduzione casalinga, non metto mai farina. ad ogni modo per fare fissare meglio gli oli essenziali con la farina (o con l’amido di riso) occorre prima lavorare entrambi in un mortaio per una decina di minuti e poi mettere il tutto soltanto alla fase di nastro. basta un cucchiaio di farina per litro di grassi.
    Se hai comprato qui gli oli essenziali, stai sicura che sono di ottima qualità.

    Rispondi
  10. Elisa says:2 dicembre 2012 at 18:51

    Salve a tutti! Ho un bel po’ di scarti di sapone provenienti da precendi “saponificate” con metodo a freddo. Gli scarti sono tutti belli asciutti ma alcuni sono ancora “giovani” (tipo 10 giorni)…devo aspettare che maturino completamente prima di rilavorarli o posso farlo anche subito? Una volta rilavorati quanto tempo devono asciugare?

    Grazie mille!

    Elisa

    Rispondi
  11. Elisa Nicoli (@elinicoli) says:6 dicembre 2012 at 18:23

    ciao omonima! Io aspetterei che gli scarti abbiano un mesetto d’età… non vorrei che fossero ancora un po’ caustici.
    Il tempo di asciugatura dipende dalla temperatura in casa e dalla quantità di umidità presente… quando li senti belli duri sono pronti!
    buona rilavorazione! ciao

    Rispondi

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