Ricetta “Pan della massaia lombarda”
scritto da : Anice e limone il 27-11-2011
Le farine, è risaputo, hanno un alto potere lavante e possiamo scegliere quella che più ci piace: da quella di riso, a quella di ceci o di avena, a quella di grano saraceno (ma anche altre). E poi c’è il sesamo che aiuta nell’impasto e che una volta macinato diventa una farina a tutti gli effetti. |
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Ricetta Sapo-rino alla menta romana e finocchiella
scritto da : Cristiana Fantoni il 25-11-2011
Bisogna stare attente a non confonderlo con un buon formaggio questo sapone realizzato da Cristiana!
Si tratta di un sapone realizzato con il metodo a caldo in forno elettrico, la forma è quella del pecorino (da qui il nome sapo-rino) ed è arricchito con foglie di menta romana e di finocchiella selvatica.
Questo sapone rappresenta i Castelli Romani perchè, ci spiega l’autrice “Quando negli anni 60 andavo insieme agli amici a fare una scampagnata “fuori porta” ai Castelli romani, si giocava nei prati e nei boschi di castagno cadendo e rotolandosi fra le piante di menta che lì crescono dovunque ci sia un po’ di sole e poi ci si fermava in qualche trattoria dove al caldo del camino si mangiava tutti insieme ad un tavolone di legno il pecorino romano e la porchetta di Ariccia con la finocchiella selvatica…” -


Ricetta sapone Terra e Fiori della Val Resia
scritto da : Marina il 24-11-2011
Questa ricetta inviata da Marina è realizzata con il metodo a caldo e rappresenta la Val Resia ovvero la “Valle dei Fiori” così chiamata per l’esplosione di colori e profumi dati dalle oltre 1.200 piante presenti sul territorio. Questo sapone – esteticamente molto ricercato – è composto da 3 parti formulate in maniera distinta. Una parte marrone, una parte arancione e un fiore giallo usato come inserto. Questo perchè, ci spiega l’autrice:
“> il marrone per celebrare la terra: ricca e generosa;
> il fiore centrale giallo per simboleggiare alcuni di questi fiori: l’iperico, l’arnica, le primule, il tarassaco, il botton d’oro, la calendula…
> il miele, la cera d’api, la lavanda, le mandorle: doni preziosi della mia amata terra.”





